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Dal 22/03/2011 al 17/04/2011
TEATRO ROMA
Antonello Avallone e Sergio Fiorentini

IN NOME DEL PAPA RE
Il capolavoro di Luigi Magni riprende le repliche al Teatro Roma (Via Umbertide, 3).

Autore:
Luigi Magni, versione teatrale di Antonello Avallone

Cast:
Aldo De Martino, Tonino Tosto, Susy Sergiacomo, Patrizia Ciabatta, Michele Uliano, Daniela Bianchi, Simone Sgambato, Aliosha Massine, Sauro Rossini, Gianni Quinto

Regia:
Antonello Avallone

Scene e costumi Red Bodò

Uno dei più grandi capolavori di LUIGI MAGNI, da lui scritto e diretto nel 1977, secondo film di una trilogia che vide protagonista la Roma papalina del XIX secolo, “In nome del Papa Re” non incontrò un unanime consenso di critica a causa di una parte di giornalisti che lo ritennero un po’ troppo caustico nei confronti della Chiesa. Magni, scambiato spesso per anticlericale, si è sempre difeso rispondendo: “Hanno equivocato fra clero e potere temporale, io ho avuto sempre un ottimo rapporto con i preti”. Il film si aggiudicò, comunque, nel 1978, cinque David di Donatello, tra cui miglior film, miglior sceneggiatura e miglior scenografia. Grande fu il successo di pubblico, che lo trovò emozionante, commovente, comico, proprio per la capacità dell’autore di raccontare le storie serie con ironia.
Da un’idea di Antonello Avallone, “IN NOME DEL PAPA RE” si trasferisce dal grande schermo al palcoscenico in omaggio a Roma, alla romanità e a colui che alcuni “scettici” hanno definito “il nipotino di Gioacchino Belli”, ma che sarebbe più giusto chiamare “il Belli di oggi”.

LA TRAMA Una contessa, madre segreta di un rivoluzionario (Cesare Costa) accusato con due amici (Giuseppe Monti e Gaetano Tognetti) di aver compiuto un attentato in una caserma di zuavi, si rivolge a un giudice della Sacra Consulta, Monsignor Colombo da Priverno perché la aiuti. Per vincere la resistenza del Monsignore gli confessa che lui è il padre dell'arrestato, nato da una fugace relazione nel 1849. Riuscirà a liberarlo, ma non riuscirà ad intervenire a favore degli altri due arrestati che verranno condannati a morte dal tribunale ecclesiastico, nonostante l'arringa di Monsignor Colombo. Il giovane verrà però ucciso in un'imboscata tesa dal marito della contessa che lo riteneva l'amante della moglie. Quella di Monti e Tognetti fu l'ultima condanna a morte decretata dall'autorità papale, il 22 ottobre 1867.
Informazioni: www.ilteatroroma.it

Link segnalato:
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